Anello del Monte Taiet dai Piani di Gerchia

Descrizione del percorso

Da Pradis di Sotto, in direzione di Campone, si raggiunge la località I Piani (m. 650) dove, di fronte alla evidente ex cava di marmo, ha inizio il sentiero CAI n. 820 (tabella); un centinaio di metri più avanti si può comodamente parcheggiare.

Ci si inoltra lungo la stradina che affianca una ancona e costeggiando un ruscello si esaurisce nei pressi di un fabbricato, alle spalle del quale inizia il sentiero vero e proprio che, con un tratto iniziale in notevole pendenza, ci conduce in località Cuesterelde (m. 959). Da qui si apre il panorama sulla valle di Pradis, sul Monte Pala, verso Clauzetto e la pianura.

Il sentiero si fa per un tratto pianeggiante e si inoltra lungo il versante sud del monte fino a riprendere la salita che con alcuni rapidi tornantini porta al bivio con il sentiero CAI 821a per Sella Dagn: proseguiamo a sinistra trovando poco più avanti la fontanella del Bêç. Alla quota di circa 1000 metri, è questa sorgente freschissima l'ultimo punto di rifornimento prima del ritorno a valle.

Ci soffermiamo un momento a riprendere fiato e a leggere le parole incise sulla targa fissata alla roccia:

"Per sentieri tortuosi pian piano son arrivato, un po' stanco ed assetato. Vicino un tronco cavo a riposar mi son fermato. Una goccia d'acqua fresca e pura vidi cader nel tronco da quella roccia dura. Ridiscesi da quel pendio pensando con amor a quelle mani che ti han scavato con fatica sulla cima ti han portato e sol con le tue gocce ti han lasciato."

Proseguiamo la salita alternando tratti nel bosco di faggio a quelli su prato, fino a raggiungere la cresta (m. 1309). Mantenendoci sul sentiero che ora volge a destra (traccia non più evidente, seguire i segnavia sugli alberi), percorriamo per circa un centinaio di metri la linea di cresta e iniziamo quindi la discesa lungo il versante nord addentrandoci nella faggeta della Foresta Ceconi.

Usciamo dal bosco presso i ruderi di Malga di Rossa (m. 1268) sulla strada forestale che sale dal Castello Ceconi di Pielungo e prendendone il ramo destro ci dirigiamo verso Malga Iovet; in breve arriviamo alla conca prativa presso cui sorge la casera, recentemente ristrutturata e adibita a ricovero alpino (m. 1275).

Iniziamo ora la discesa verso Forno seguendo sempre il sentiero Cai 820 che, voltate le spalle alla casera, si sviluppa in direzione Est sulla destra della conca, inizialmente in leggerissima discesa fino ad un pulpito panoramico attrezzato posto sulla linea di cresta (“Belvedere” m. 1225) e poi inizia la discesa sul versante meridionale, con pendenza ora più marcata, percorrendo l’intero crinale boscato in direzione del Monte Cecon.

In località Forchiazza ci innestiamo al segn. CAI 821, proveniente da Sella Dagn, e lo seguiamo a sinistra raggiungendo in breve il versante Sud del Monte Cecon e, superata agevolmente la franosa forcella che lo separa dal Cuel di For (comoda passerella in legno di recente costruzione), scendiamo al quadrivio di Sompielungo (m. 645, ancona votiva e panchine).

Seguendo la sterrata che scende sulla destra dell'ancona, raggiungiamo la sottostante strada asfaltata sulla quale proseguiamo in direzione di Pradis (destra) per un breve tratto, abbandonandola subito dopo il bivio di Forno per scendere lungo la mulattiera che porta rapidamente ai suggestivi ponti sul Rio di Salaries e poi sul Rio di Molin. Poco oltre incrociamo una strada forestale che oltrepassiamo proseguendo verso i Fumatins.

In corrispondenza di questa borgata incontriamo un crocefisso rispetto al quale teniamo a sinistra e, oltrepassata una passerella in cemento, risaliamo sulla strada provinciale immediatamente a valle del cimitero di guerra.

Da qui, per la carrabile asfaltata che si stacca sulla destra del sacrario, saliamo alla selletta di Val da Ros (rifugio ANA) e, scendendo il versante opposto, raggiungiamo nuovamente la strada provinciale che però abbandoniamo subito per prendere a destra la deviazione per Paludon.

Raggiunto il centro del piccolo borgo, in corrispondenza del Cristo in legno, lasciamo la strada e, scendendo a destra, passiamo fra le ultime due case dell’abitato per inoltrarci nel bosco fino a giungere, in poche decine di metri, in vista dei tetti della borgata Blancs. Scesi davanti alle case (notare all'uscita il particolarissimo capitello) andiamo subito a guadare il torrente Cosa.

Risaliti sulla sponda opposta, costeggiamo per circa 100 metri il Ru di Cuel Maur, le cui acque si sono modellate il percorso nella roccia, trovando la caratteristica ancona dei Blancs e transitando tra questa e il vicino fabbricato proseguiamo la salita attraversando una strada asfaltata oltre la quale seguiamo per alcune decine di metri una sterrata fino a prendere sulla destra la stretta mulattiera (Cueste Lungje) che ci porta a scollinare (stalla sulla sinistra e piccolo Cristo a destra) e quindi a scendere su strada forestale fino a incontrare una strada bianca che seguiamo verso destra.

Dopo neppure 100 metri (casa sulla sinistra) troviamo un bivio: seguiamo a destra (indicazione per I Piani) e più avanti, in corrispondenza di un vecchio box in lamiera, deviamo a sinistra sulla vecchia mulattiera che ci riporta al punto di partenza.

Note

L'itinerario proposto non presenta grosse difficoltà ma, considerata la sua lunghezza e il dislivello che è necessario superare, richiede un buon grado di preparazione fisica.

Il percorso segue, nella parte alta, il tracciato del sentiero CAI n. 820 mentre nella parte di fondovalle si sviluppa su antichi sentieri e mulattiere. Fa eccezione il tratto compreso tra Paludon e Blancs dove il vecchio sentiero che collegava le due borgate è ormai scomparso fra le vegetazione e si deve quindi scendere attraversando il breve tratto di bosco senza percorso obbligato.

Nel caso in cui risulti impraticabile il guado del Cosa, nei pressi della borgata Blancs, è possibile utilizzare il ponticello che si trova un centinaio di metri più a valle: guadagnata la sponda opposta si prosegue a destra lungo la strada asfaltata che sale fino a ricongiungersi al nostro percorso nei pressi della caratteristica ancona.

Galleria fotografica del percorso