Traversata da San Francesco a Pusea per Forchia Armentaria e il Monte Bottai

Descrizione del percorso

Dalla località Seletz di San Francesco, sulla destra provenendo da Anduins, subito dopo il civico 22 di via Tolmezzo, si prende la comoda pista forestale (segnavia CAI 827 per Forchia Armentaria e Pusea) e saliamo fino alla soprastante selletta dove si trova il bivio con il sentiero CAI 840 (che scende a destra in direzione del Torrente Sclusons). Proseguiamo a sinistra mantenendoci sulla carrabile sterrata (oggetto di recenti interventi di sistemazione con numerose opere di contenimento delle frane e di scolo delle acque meteoriche) fino a giungere al Rio Armentaria che occorre guadare per portarsi sulla sua sponda sinistra.
Risaliamo quindi la vecchia mulattiera militare che, se si presta un po’ di attenzione, consente ancora di individuare e apprezzare la sua forma originaria, pur essendo ormai invasa dalla vegetazione e franata in alcuni punti dove i muretti di sostegno non hanno retto.
Il tracciato risulta parzialmente rovinato da una frana nei pressi di un primo impluvio, che comunque si supera senza difficoltà, e più avanti, in corrispondenza di un secondo impluvio nei pressi di una cascata dove la mulattiera risulta completamente divelta per una decina di metri: qui è necessario scendere qualche metro fra ghiaie e sassi franati, per poi risalire il versante opposto superando un piccolo risalto di roccia. Proseguiamo quindi lungo la mulattiera che, con un secondo guado del Rio Armentaria, si riporta sulla sua destra orografica e, dopo alcune svolte, esce sulla pista forestale seguendo la quale in breve arriviamo a Forchia Armentaria (m. 793) dove incontriamo la carrareccia che, salendo da Alesso, con un’ampia svolta inizia la sua discesa nella valle del Torrente Palar.
Sulla destra scorgiamo Malga Armentaria, che possiamo raggiungere con una brevissima deviazione, ma che comunque non è utilizzabile come punto di appoggio perché, pur essendo stata recentemente ricostruita, è attualmente chiusa.
Ritornati alla carrareccia che sale da Alesso, la percorriamo in direzione di sinistra iniziando a scendere verso il fondo della valle; superati i ruderi degli Stavoli Chiampeis e aggirato un costone si scende ad attraversare il Torrente Palar sopra un ponte di tubi di cemento per poi risalire sul versante opposto fino al primo degli Stavoli Palar: la struttura dispone di una stanza con cucina e tavolo e al piano superiore di sei posti letto con brande e materassi.
Una breve deviazione a sinistra (mulattiera delimitata da muretti a secco) ci consente di scendere fino al greto del Torrente Palar.
Ripreso il percorso, ancora poche decine di metri e giungiamo agli edifici superiori di Stavoli Palar, ristrutturati ma in stato di completo abbandono (m. 575).
Qui la strada carrabile termina e il nostro percorso prosegue a risalire interamente l’ampio e interminabile canalone, delimitato a sinistra dalla Cuesta Ragoneit e a destra dal Gravon dal Piciat, su sentiero con traccia non sempre evidente ma comunque ben segnalato (segnavia bianco-rossi CAI che è opportuno seguire per evitare di perdersi nella boscaglia).
Superato un primo ruscello il sentiero inizia a salire con pendenza moderata e andamento tortuoso fino a raggiungere il margine superiore di una macchia di abeti (m. 730 ca.) che aggira con un’ampia svolta a sinistra per portarsi, con un traverso in quota, sulla dorsale di Cuesta Ragoneit dove, invertendo improvvisamente direzione, inizia a salire con pendenza sostenuta nel bosco di faggio: è questo il tratto più impegnativo e faticoso per la notevole pendenza del terreno e la instabilità del fondo dovuta alla grande quantità di fogliame presente.
Usciti dal bosco il percorso si fa più agevole sull’erboso tratto finale che raggiunge l’ampia sella prativa della Forca (m. 1258) oltre la quale, sulla sinistra, si trova il confortevole e ben attrezzato Bivacco Karkadè.
Vista la vicinanza della cima e considerata la presenza di un ottimo punto di appoggio costituito appunto dal bivacco, si suggerisce (per chi se la sente) un ultimo sforzo per salire al M.Bottai da dove si può godere di un’ottima visione d’insieme di tutto il canalone appena percorso, oltre che di un impareggiabile panorama sulla conca tolmezzina e sull’intera Carnia.
Dalla sella si prosegue in direzione ovest seguendo le indicazioni del segnavia CAI n. 811 per Malga Avrint. Dopo un tratto all’interno del bosco di faggio sul versante nord il sentiero esce in cresta per poi rientrare nel bosco: qui è preferibile abbandonare il segnavia CAI e seguire la linea del crinale (traccia evidente ma priva di segnavia) fino a raggiungere l’ondulata e lunga cresta sommitale e quindi la vetta del Monte Bottai (m. 1526) identificabile dalla presenza del contenitore del libro di vetta nei pressi di una piccola macchia di mughi.
Ritornati alla Forca, riprendiamo il segnavia CAI n. 827 che scende a tornanti, su comoda mulattiera, tutto il versante nord fino al fondo del vallone percorso dal Rio Faeit per immettersi su una strada sterrata. Proseguiamo a sinistra lungo la carrabile che supera due guadi e risale su fondo cementato fino all’abitato di Pusea di Verzegnis (m. 504) dove avremo predisposto una seconda auto per il rientro a San Francesco.

 

Note

L’itinerario non presenta difficoltà tecniche o di orientamento particolari però, così come proposto con la salita al M.Bottai, risulta molto lungo e con dislivello complessivo considerevole: questo è il motivo per cui viene consigliato solo a persone esperte e ben allenate. E’ possibile comunque abbreviarlo, evitando la salita in cima, accorciandolo così di circa 2 Km e riducendo il dislivello complessivo di circa 250 metri.
Due i punti di appoggio lungo il percorso che possono offrire ricovero in caso di necessità: l’edificio inferiore degli Stavoli Palar e il Bivacco Karcadè alla Forca (quest’ultimo veramente molto confortevole, pulito e ottimamente attrezzato).
Il primo guado del Rio Armentaria potrebbe risultare problematico in caso di abbondanti precipitazioni.
Particolare cautela è richiesta nel superamento del secondo impluvio nei pressi della cascata del Rio Armentaria, dove la mulattiera è completamente franata (e anche il cavo che un tempo agevolava il superamento del piccolo gradino è stato strappato da una frana): la presenza di detrito e l’esposizione lo rendono insidioso.
Faticosa l’interminabile salita che dal Palar porta alla Forca, per l’accentuata pendenza e per il fondo instabile a causa del fogliame e delle ramaglie accumulati.

Storia, cultura, tradizioni e curiosità

L’ottimo Bivacco Karcadè, che si incontra lungo il percorso, dispone anche di una pagina Facebook: https://www.facebook.com/forcjacarcade/?pnref=lhc

Galleria fotografica del percorso