Monte Valcalda e Monte Teglara da Sella Chiampon

Descrizione del percorso

Giungendo nella Valle di Preone dalla SP della Val d’Arzino, circa 1 Km prima di arrivare a Sella Chiampon, in prossimità degli Stavoli Piè della Valle, si stacca sulla sinistra la pista forestale per Casera Teglara lungo la quale è possibile scendere per qualche decina di metri e, appena oltrepassato il ponticello sulla “Roggia del Nanul” (uno dei due rivoli che danno origine all’Arzino), parcheggiare nell’ampio spiazzo che precede il divieto di transito ai mezzi motorizzati(m. 768).

Ci si incammina in direzione Ovest lungo la pista forestale (segn. CAI 826) che si addentra nel bosco di faggio risalendolo con ampi tornanti.

Lasciata sulla destra la pista che sale al Ricovero Plan Vidal (segnavia CAI n. 802) si giunge al pianoro dove si trovano i ruderi di Malga Vallon (m. 1240); qui la pista compie un’ampia svolta a sinistra portandosi sul versante settentrionale del Monte Teglara lungo il quale si inerpica con una serie di tornanti. Superata la dorsale orientale del Teglara, la pista si porta sul versante Sud dove, con un lungo traverso, giunge a Casera Teglara, ora adibita a bivacco alpino (m. 1573).

L’edificio si trova al centro di un’ampia ondulata conca erbosa delimitata a Sud dalla cresta dei monti Sciara e Cuesta Spioleit, a Ovest da Forcella Teglara e a Nord dai monti Valcalda e Teglara.

Lasciata la casera si prosegue verso Ovest giungendo in breve a un crocevia di sentieri dove si svolta a destra, mantenendosi sempre sul segnavia CAI n. 826, e si entra in un ampio vallone: qui la traccia si fa più incerta ed è necessario seguire con attenzione i segnavia bianco-rossi che, fra grossi massi e inghiottitoi, conducono fino al suo margine settentrionale.

Si risale quindi la pala erbosa di sinistra per giungere alla cresta che si percorre brevemente fino a individuare più in alto sulla sinistra una evidente cengia che permette di superare un profondo canalone e guadagnare così il ripido prato superiore. Lo si risale senza percorso obbligato (rari segnavia bianco-rossi nascosti dall’erba) evitando comunque di avvicinarsi troppo al suo bordo di sinistra, fino a giungere alla cresta sommitale e, seguendo questa verso sinistra, alla cima del Monte Valcalda (m. 1908).

Dalla cima del Valcalda si segue a ritroso l’ultimo tratto appena percorso in salita, proseguendo però ora lungo l’erbosa cresta in direzione del vicino Monte Teglara: non vi sono segnavia a indicare il percorso e pure la traccia non è evidente, se non del tutto assente, ma è sufficiente seguire il filo del crinale per giungere in breve alla tondeggiante vetta del Monte Teglara (m. 1886).

Dalla cima si scende lungo l’erboso e ripido crinale orientale fino a incontrare (a quota 1736 m.) il sentiero CAI n. 803 che collega Casera Teglara con Malga Pezzeit (è qui richiesta particolare attenzione perché la traccia del sentiero è poco evidente ed è reale il rischio di superarla senza accorgersene: molto utile in questo caso l’altimetro!). Si prosegue quindi a sinistra sul sentiero che taglia in diagonale il versante Sud del monte (con traccia non sempre di facile individuazione e con fondo molto rovinato a causa delle frequenti valanghe che interessano questo versante durante il periodo invernale) giungendo così a Casera Teglara.

Il rientro a Sella Chiampon avviene per il medesimo itinerario percorso all’andata.

Note

L’itinerario qui proposto può in realtà essere diviso in due parti dalle caratteristiche e difficoltà differenti.
La prima parte (da Sella Chiampon a Casera Teglara) è in realtà una tranquilla passeggiata interamente su pista forestale con grado di difficoltà T-Turistico. La parte successiva (da Casera Teglara alla cima del Valcalda, l’attraversamento in cresta fino al Teglara e il rientro alla casera) è riservata a persone con buona esperienza escursionistica per la presenza di passaggi esposti e tratti aerei; è inoltre necessaria una buona capacità di orientamento in quanto parte del percorso è priva di segnavia o con segnavia poco visibili. Da evitare comunque in condizioni di scarsa visibilità.
Itinerario sconsigliato in caso di forte innevamento in quanto l’intera zona è soggetta a valanghe.
Notevole il panorama a 360° che si gode da entrambe le cime.

Galleria fotografica del percorso