Anello del Monte Venchiar da San Francesco

Descrizione del persorso

Arrivando a San Francesco da Anduins, in località Galantz (circa cento metri prima della chiesa del paese) si svolta a sinistra per via Gialinars e si prosegue fino a oltrepassare il primo ponte sull’Arzino, superato il quale è possibile parcheggiare l’auto.

Qualche decina di metri oltre il ponte, sulla destra, si imbocca la pista forestale segn. CAI 810 che, risalendo interamente le pendici orientali del M. Giâf, conduce a Sella Giâf dove si trova l’edificio dell’omonima casera che, recentemente ristrutturato, offre possibilità di ricovero.
Si prosegue su comoda mulattiera che, superati alcuni ruderi, inizia a scendere sul versante opposto e con ampi tornanti porta a Piedigiâf dove, oltre ad alcuni edifici in rovina, si trova un cippo che commemora le vittime dei rastrellamenti cosacchi dell’autunno 1944.
Appena oltrepassato il ponte sul Rio Plan di Rep si abbandona la mulattiera, che prosegue verso il vecchio borgo abbandonato di San Vincenzo, si scende sul greto del corso d’acqua e lo si percorre, mantenendo la sponda destra, fino alla confluenza con il Torrente Comugna.
Ci troviamo all’imbocco della selvaggia gola del Comugna che dovremo percorre integralmente fino alla confluenza con l’Arzino.
Ci si sposta sulla sponda di sinistra percorrendola per un centinaio di metri (rari segnavia CAI sbiaditi e traccia molto incerta) fino in corrispondenza di una ripida parete rocciosa che occorre risalire abbandonando l’alveo del torrente (numerose tacche, tratto ripidissimo e molto esposto).
Si risale il ripido pendio per circa 150 metri e si prosegue quindi in quota fra continui saliscendi per poi scendere improvvisamente quasi a voler raggiungere le bellissime pozze sul fondo del canyon. Con ulteriori saliscendi si arriva ad uno stretto canalino attrezzato con un vecchio passamano metallico, superato il quale ci si trova in prossimità della confluenza del Torrente Rossa con il Comugna: è obbligatoria una breve sosta per ammirare la spettacolare cascata, la pozza di acqua smeraldina e le rocce levigate dall’erosione.
Il tratto successivo è il più pericoloso dovendo attraversare un pendio ripido ed esposto interessato da una grossa frana e il cui fondo, ricoperto da ghiaino è particolarmente insidioso (cavetti precari poco affidabili).
Si prosegue quindi addentrandosi nella pineta che ricopre il pendio meridionale del Monte Givoli e, in corrispondenza di un impluvio (circa duecento metri dopo l’ampia svolta che il sentiero compie verso sinistra per assecondare il corso del Comugna che volge in direzione Est) si abbandona l’evidente traccia, che prosegue riprendendo quota, per svoltare a destra scendendo per qualche decina di metri lungo il greto dell’impluvio (ometto e grosso masso con vecchio segnavia CAI sbiadito indicante curva a gomito).
Individuata la prosecuzione del sentiero lo si percorre in direzione di levante fino a immettersi in una pista forestale, in corrispondenza di una galleria di servizio dell’acquedotto.
Seguendo la pista si abbandona la sponda sinistra del Comugna, che con percorso tortuoso va a confluire nell'Arzino, e si giunge in breve alla strada asfaltata dei Valentins che, percorsa in direzione Nord, ci riporta al punto di partenza.

Note

Per la lunghezza del percorso e per la presenza di tratti molto esposti, oltre che per la necessità di affrontare alcuni passaggi di arrampicata (seppure elementare), il percorso è riservato a persone esperte e dotate di un buon grado di allenamento.
In caso di periodi particolarmente piovosi potrebbe risultare impossibile l’accesso al canyon una volta giunti alla confluenza del Rio da Rep con il Comugna.

Galleria fotografica del percorso